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Cordovado è un comune italiano di circa 2.600 abitanti, situato nella provincia di Pordenone, nella bassa pianura friulana, lungo la riva sinistra del fiume Tagliamento. Inserito tra i "Borghi più belli d’Italia", Cordovado è noto per il suo centro storico ben conservato, per l’atmosfera elegante e raccolta dei suoi palazzi nobiliari e per l’importante patrimonio artistico e letterario.
Le origini di Cordovado risalgono all’epoca romana, come attestano i resti viari e toponomastici, ma è nel Medioevo che il borgo assume un ruolo strategico, divenendo sede di una pieve importante e di un castello costruito a scopo difensivo dai Patriarchi di Aquileia. Il nucleo fortificato medievale, ancora oggi leggibile nell’impianto urbanistico, comprendeva una cinta muraria, una torre e un fossato, elementi che facevano di Cordovado un punto chiave nei traffici tra Friuli e Veneto.
Nel corso dei secoli, Cordovado si trasforma in residenza nobiliare: numerose famiglie aristocratiche vi costruiscono ville e palazzi, contribuendo a darle l’aspetto signorile che la contraddistingue. Tra questi edifici spicca il Palazzo Mainardi, inserito in un contesto di giardini e corti, che ospitò personalità illustri, tra cui Ippolito Nievo, scrittore e patriota risorgimentale.
Nievo fu profondamente legato a Cordovado, dove soggiornò più volte e dove ambientò parte delle vicende del suo celebre romanzo Le confessioni di un italiano. Nella narrazione, Cordovado è trasfigurata nella località immaginaria di Fratta, simbolo della piccola nobiltà friulana in declino. Le atmosfere del borgo, le relazioni sociali, la vita delle ville e la campagna circostante ispirarono molti dei passaggi più vivi e ironici del romanzo, rendendo Cordovado un luogo centrale nella geografia letteraria italiana dell’Ottocento.
Dal punto di vista religioso, il centro conserva edifici di grande valore: il Santuario della Madonna, risalente al XV secolo, la Chiesa di Sant'Andrea Apostolo, e l'antica pieve di Santo Stefano, situata poco fuori dal borgo, che testimonia la lunga continuità della vita spirituale e culturale del territorio. Il toponimo “Cordovado” è attestato fin dall’Alto Medioevo, e secondo alcuni studiosi potrebbe derivare da Corticem de vado, cioè “corte presso il guado”, in riferimento alla vicinanza del fiume e a un possibile attraversamento fluviale.