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Fiume (in croato Rijeka) è una delle principali città della Croazia, situata sul Golfo del Quarnaro, in una posizione strategica tra l’Istria e la Dalmazia settentrionale. Conta circa 110.000 abitanti ed è il capoluogo della regione litoraneo-montana. Storicamente contesa tra potenze diverse e crocevia di culture, Fiume è un centro portuale, industriale e culturale di grande rilievo nell’Adriatico settentrionale.
Le origini dell’insediamento risalgono all’epoca romana, quando sul sito sorgeva Tarsatica, un piccolo centro militare sulla sponda del fiume Rječina, importante per il controllo dei traffici tra l’entroterra balcanico e la costa. In epoca altomedievale nasce la città di San Vito sul Fiume (Sveti Vid na Rijeci), che prenderà poi il nome di Fiume per la sua collocazione presso l’estuario del fiume Eneo/Rječina.
Nel corso del Medioevo e dell’età moderna, Fiume è oggetto di contese tra le potenze regionali: Venezia, l’Austria e l’Ungheria. Nel 1466 entra a far parte dei possedimenti degli Asburgo, ai quali resterà legata fino alla fine dell’Impero austro-ungarico. Nel 1779 l’imperatrice Maria Teresa le concede lo status di Corpus Separatum, rendendola porto franco direttamente soggetto alla Corona ungherese, una condizione che ne favorisce lo sviluppo commerciale e industriale.
Nel XIX secolo Fiume conosce un’intensa crescita economica: vengono costruiti cantieri navali, raffinerie, impianti tessili, linee ferroviarie e un grande porto moderno. La città si distingue per la vivace vita culturale, la convivenza di comunità diverse (italiani, croati, ungheresi, ebrei, tedeschi) e una forte vocazione cosmopolita. L’italiano è lingua largamente parlata, accanto al croato e al tedesco, e numerosi intellettuali e imprenditori italiani lasciano un segno nella storia cittadina.
All’indomani della Prima guerra mondiale, Fiume entra nel vivo della storia europea con l’Impresa di Fiume (1919): il poeta e soldato Gabriele D’Annunzio, con un gruppo di legionari, occupa la città, proclamando la Reggenza Italiana del Carnaro. L’episodio, simbolo di ribellione e nazionalismo, segna profondamente l’identità del luogo. Nel 1924 Fiume viene ufficialmente annessa all’Italia, mentre la sua periferia orientale (Sušak) resta alla Jugoslavia.
Dopo la Seconda guerra mondiale, Fiume passa definitivamente alla Jugoslavia socialista. L’esodo della popolazione italiana, che costituiva una parte significativa della borghesia cittadina, segna un profondo mutamento etnico e culturale. La città viene ricostruita e sviluppata come importante centro industriale jugoslavo.
Oggi Fiume/Rijeka è una città dinamica, in fase di rinnovamento urbano e culturale. È stata Capitale europea della cultura nel 2020, e ha rilanciato la propria vocazione multiculturale e marittima. Il Korzo, la passeggiata centrale, i palazzi asburgici, il Castello di Tersatto, la Cattedrale di San Vito e il porto storico raccontano le stratificazioni di una città unica per storia e identità.
Il toponimo “Fiume” deriva dalla posizione geografica presso la foce del fiume Rječina, e convive ancora oggi accanto al nome croato ufficiale Rijeka, che ha lo stesso significato.
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