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- Marano Lagunare
Marano Lagunare è un comune italiano di circa 1.750 abitanti, situato in Friuli Venezia Giulia, su una piccola penisola tra la laguna di Grado e la foce del fiume Stella, nel tratto costiero tra Lignano Sabbiadoro e Grado. Per la sua posizione, è un centro di pesca e di attività lagunari, con un importante porto peschereccio, e punto d’accesso a due riserve naturali di rilievo.
Le origini dell’abitato risalgono all’epoca preromana, probabilmente venetica, come testimoniano reperti archeologici rinvenuti nel centro storico e nelle isole circostanti, che furono abitate anche in epoca romana e tardoantica. Nel 590 si tenne a Marano un sinodo ecclesiastico in ambito bizantino, a dimostrazione della precoce rilevanza religiosa e strategica della località. Nel Medioevo, il patriarca di Aquileia Popone eresse Marano a fortezza nel 1031, consolidandone il ruolo militare. Fu una delle più importanti piazzeforti del Friuli veneziano, in particolare sotto la Serenissima, che la tenne a lungo come caposaldo difensivo e doganale lagunare. Le mura e le opere difensive, oggi quasi scomparse, furono in gran parte abbattute tra fine Ottocento e primo Novecento: tracce delle strutture originarie sono ancora visibili nei basamenti dell’ex conservificio Mazzola Gino e lungo i moli del porto. Il centro storico conserva tratti urbanistici e architettonici tipici dell’influenza veneziana, ancora evidenti nelle facciate, nei campielli e nella parlata locale, una variante veneta fortemente marcata. Il Centro Civico ospita reperti archeologici provenienti dal territorio lagunare circostante, con materiali dalla preistoria fino al Rinascimento. In età contemporanea, Marano Lagunare ha mantenuto una forte vocazione lagunare, legata alla pesca, all’acquacoltura e al turismo naturalistico. Il territorio comunale comprende due aree protette di rilevanza ambientale: la Riserva Naturale Regionale della Valle Canal Novo, accessibile dal centro del paese, e la Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo, visitabile con escursioni in barca. Entrambe offrono habitat ricchi di avifauna e i tradizionali casoni lagunari, costruiti in legno e canna palustre.Il toponimo Marano è di origine incerta, forse legato a un antico nome personale latino (Marianus) o a una base prelatina riferita all’ambiente umido o marino. La parlata locale è una variante del veneto lagunare, con influssi friulani, tuttora viva tra gli abitanti.
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